Giovani Leoni 2013 -­ Fuoricentro Rewind #2

Il sessismo in pubblicità.
La nostra proposta per l’edizione 2013 del concorso Giovani Leoni indetto dall’Art Directors Club Italiano.

Fuoricentro rewind nasce per raccontare i progetti del passato (più o meno vicino). Quelli che hanno segnato un passaggio importante nella storia del nostro studio, quelli che ci hanno messo alla prova più duramente, quelli dei quali siamo, semplicemente, orgogliosi.

Nel secondo appuntamento vi parliamo della nostra proposta per l’edizione 2013 del concorso Giovani Leoni organizzato dall’Art Directors Club Italiano: una piccola maratona di 24 ore per scoprire il tema, recepire il brief, pensare, pensare, pensare e poi realizzare il progetto finito.

La festa della donna appena trascorsa ci ha fatto tornare alla mente l’impegno dell’Art Directors Club (e soprattutto del suo presidente Massimo Guastini) nel contrastare l’idea di donna-oggetto che la pubblicità sessista e stereotipata ha così profondamente radicato nella nostra cultura.

Il tema di quella edizione dei Giovani Leoni era proprio questo: progettare per l’ADCI (che dunque per l’occasione diventava cliente) una campagna a sostegno di una petizione per la parità dei sessi in pubblicità e nella realtà.

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La nostra proposta, dal titolo Fill the Gap, gioca con la psicologia dell’utente tipo richiamando la sua attenzione con un’immagine appariscente e stereotipata della casalingua, per dirla come Fantozzi, per poi farlo riflettere e chiamarlo all’azione, su ben due piani.

Il marchio ed il copy, divisi sui due lati della pagina, invitano a saltare con lo sguardo da un parte all’altra ignorando di fatto l’immagine che li separa. Addirittura l’impulso è quello di accostare fisicamente le due metà chiudendo intenzionalmente su se stessa l’immagine sessista.

L’attenzione dell’utente è nostra: l’esca ha funzionato, il layout chiama all’azione, le pagine accostate adesso rendono chiaro il messaggio. C’è una petizione da firmare, un’azione concreta per cambiare le cose e rendere il mondo reale più civile, partendo dal patinato mondo della pubblicità.

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Ce lo meritiamo un applauso? Noi ci accontentiamo che leggiate qua un post di Aimone, il nostro art, nel caso in cui vogliate approfondire il tema del sessismo in pubblicità.

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